Castagni e derivati

Le castagne della Valle Camonica rappresentano un'importante e ricca risorsa di questo territorio sin dagli anni Cinquanta del Novecento, quando la produzione e il consumo di questi frutti iniziarono a diventare assai diffusi.

Dislocati da sud della valle risalendo fino ai pendii lungo il Pizzo Badile, gli alberi da frutto fanno parte integrante del paesaggio camuno, caratterizzandone l'ambiente storico, rurale e naturale sui prati terrazzati. Spesso capita di vedere le dolci castagne nei cascinali a mezza costa, stese a riposare ed essiccare al calore di un fuoco lento sui graticci di nocciolo o su una sottile rete in attesa di essere sbucciate e battute: questi sono i frutti secchi chiamati "biline". Si possono bollire e preparare per gustose minestre, alle quali aggiungere un po' di latte. Oppure si può consumarle fresche, lessate con l'immancabile alloro. A volte vengono anche macinate con molini ad acqua, che servono per ottenere la farina con cui è tradizione, qui in Valle Camonica preparare torte e biscotti.

Oltre all'uso per dolci e dessert, le castagne di Valle Camonica possono anche essere assaggiate da sole alla fine del pasto, abbinandole ad un ottimo digestivo distillato, ricavato proprio con questi piccoli frutti. La loro attrattiva tuttavia non è rappresentata soltanto dal gusto e dal sapore. Basta passeggiare nei boschi della media valle durante l'autunno, per accorgersi di quale fascino scenografico emani la presenza delle castagne, ancora avvolte nei loro ricci, mentre si trovano appese sugli alberi, oppure disseminate lungo i sentieri fra le cascine in pietra e le rocce istoriate degli antichi camuni. Qui si può davvero scoprire come questi frutti siano i veri tesori nascosti della Valle Camonica.